Nonostante la pandemia ed i lockdown, il 2020 non è andato così male. Il calo delle compravendite è certamente elevato, ma non in maniera così drastica. Siamo infatti nell’ordine di un meno 18-20%.

Quali prospettive per il futuro?

Il Sole 24 ore ha recentemente pubblicato le principali previsioni. Eccole in questa tabella:

Come puoi vedere, prevale un certo ottimismo soprattutto per Scenari Immobiliare che ritiene che il numero di compravendite possa toccare le 600 mila transizioni con un sostanziale aumento dei prezzi generalmente compreso tra l’1 e il 2 per cento (per Idealista 4,2%).

A supporto di questa tesi legata alla ripresa c’è anche il fatto che sui conti correnti degli italiani continua a crescere la liquidità. Con l’inflazione a zero e, in generale un’avversione al rischio resti molto forte, ecco che il “mattone”, sempre molto amato dagli italiani, potrebbe spingere molte persone a investire nel settore immobiliare.

Se c’è un segmento che non subirà ripercussioni negative è sicuramente quello delle ristrutturazioni e riqualificazioni.

Grazie al Superbonus 110% (che rimane uno strumento tutt’altro che semplice) e alla tendenza a riqualificare gli spazi urbani, questo incentivo incentivo che favorisce gli interventi di riqualificazione energetica e sismica degli edifici è stata una misura molto lungimirante da parte del legislatore.

I problemi non mancano.

L’iter burocratico risulta complesso e articolato e – su recenti dati Nomisma – rispetto ai 12,5 milioni di famiglie potenzialmente interessate al Superbonus alla fine di ottobre 2020 solo 193 interventi sono stati effettivamente presentati e realizzati, quindi l’1,5% della domanda potenziale. Ad ogni modo è certo che il Superbonus 110% è un provvedimento che sarà riproposto e perfezionato nel tempo.

Per essere affrontato adeguatamente servono competenze in materia giuridica, fiscale, economica e finanziaria.

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